Il quartiere di Asakusa: l’anima tradizionale di Tōkyō

da | 10 Ottobre 2024 | Articoli, turismo

Quando si parla di Tōkyō, di solito, viene messo in risalto solo il suo lato moderno e futuristico. Additata come “capitale tecnologica e super contemporanea”, molto spesso si tralascia il suo passato. Tuttavia, la sua storia è ancora viva e palpitante, soprattutto in uno dei suoi angoli più belli: il quartiere di Asakusa.

A voi che leggete, posso dirlo? Diffidate da chi vi parla di Tōkyō soltanto attraverso la prospettiva del presente o, ancor più, del futuro. Piuttosto, lasciatevi travolgere dalla sua storia! Se volete conoscere questa città, vi suggerisco di partire dal quartiere di Asakusa, che ne racchiude tutti gli aspetti più tradizionali.

 

Il passato artistico di Asakusa: il legame del quartiere con gli ukiyo-e

Per capire perché Asakusa è lo scrigno della storia di Tōkyō bisogna, giustamente, fare un salto indietro nel tempo. Ci troviamo nel periodo Tokugawa (1603-1868), un momento di grande fermento per il Giappone. Un po’ com’è stato il Rinascimento per l’Italia, per intenderci. Durante quest’epoca, il Paese aveva chiuso i propri confini agli stranieri; e proprio durante questo isolamento, la sua cultura fiorì e si sviluppò. Questo avvenne soprattutto a Edo (nome antico dell’odierna Tōkyō), la sede dello shogunato. I commerci interni prosperavano, favorendo le classi dei mercanti e degli artigiani, i cosiddetti chōnin 町人 (“persone di città”). Sebbene non avessero potere politico, acquisirono sempre maggiore ricchezza e potere economico.

I chōnin, questi nuovi “borghesi”, avevano grandi disponibilità di denaro e iniziarono ben presto a ricercare piaceri e divertimenti. Ciò diede impulso a nuove tipologie d’intrattenimento: si moltiplicarono i negozi, le sale da tè, i bagni pubblici e i quartieri di piacere; i teatri portavano in scena il neonato genere del Kabuki. Gli attori più in voga e le cortigiane più belle divennero dei veri idoli, amati e riveriti come star hollywoodiane. Questo nuovo ideale di vita edonista era chiamato ukiyo, “mondo fluttuante”. Il termine, di origine buddhista, aveva avuto in passato una connotazione negativa; ora, invece, la nuova cultura cittadina ne ribalta totalmente il significato. Ukiyo suggerisce che bisogna cogliere il momento presente e goderne al massimo, senza negarsi nulla, poiché tutto è effimero. In altre parole: “carpe diem”! Godiamoci il presente così da sfuggire almeno un po’ ai problemi quotidiani e alle restrizioni sociali.

 

Fiera della fine dell'anno al tempio Kinryūzan di Asakusa

Utagawa Hiroshige, Fiera della fine dell’anno al tempio Kinryūzan di Asakusa dalla serie Luoghi famosi della Capitale orientale. Museum of Fine Arts, Boston (via ukiyo-e.org)

 

Quei luoghi in cui le persone potevano lasciarsi andare ai piaceri della vita erano celebrati nei romanzi e nell’arte, sempre più diffusi grazie all’invenzione delle tecniche di stampa. Nacque così il genere ukiyo-e 浮世絵 (“immagini dal mondo fluttuante”). Tra le zone più creative e stimolanti di Edo c’era anche Asakusa 浅草 (letteralmente “erbe basse”), dove avevano sede molti dei nuovi centri del divertimento. Ad esempio, poco lontano, il quartiere di piacere Yoshiwara era un punto fermo per gli uomini che desideravano trascorrere il proprio tempo in compagnia di splendide cortigiane: le oiran e le geisha. Non fatevi strane idee, non si trattava affatto di prostitute, ma di donne colte e versate nella cerimonia del tè, nello ikebana, nella calligrafia e nella musica.

Per questo motivo, molti importanti artisti dell’epoca usarono il quartiere come soggetto delle loro stampe xilografiche, create con matrici in legno. Tra questi, l’esempio più brillante è quello di Utagawa Hiroshige (1797-1858), nella sua serie Tōto meisho 東都名所 (“Luoghi famosi della Capitale orientale”). In questa raccolta il maestro ritrae Asakusa più volte attraverso differenti angolazioni e punti di vista, in diverse stagioni dell’anno. Le mie preferite rimangono quelle con la neve, ma devo dire che sono davvero una più bella dell’altra.

 

Il tempio Kinryūzan di Asakusa

Utagawa Hiroshige, Il tempio Kinryūzan di Asakusa, dalla serie Luoghi famosi della Capitale orientale. Museum of Fine Arts, Boston (via ukiyo-e.org)

 

Come raggiungere Asakusa

Il quartiere di Asakusa si trova nella zona nord-est di Tōkyō sul fiume Sumida. Si raggiunge facilmente in metropolitana, poiché qui passano due linee: la Ginza Line (G19 Asakusa – Tōkyō Metro) e la Asakusa Line (A18 Asakusa – Toei). Un’alternativa da tenere in considerazione è il traghetto, che parte (o approda) dall’imbarco accanto al ponte Azuma-bashi.

Una volta arrivati, la zona si gira tranquillamente a piedi, come ho fatto anch’io, ma se preferite potete salire su uno dei caratteristici risciò, chiamati jinrikisha, che vi condurrà tra i luoghi più famosi. Considerate comunque che quest’esperienza non è tra le più economiche, ma è sicuramente pittoresca. Non avrete di certo problemi a trovare un risciò, anzi sarà lui a trovare voi: noi turisti siamo riconoscibili a km di distanza! Anche a me è capitato di essere fermata da un ragazzo che ne portava uno. Chiacchierando, ho scoperto che parlava italiano e che, per sostenere le spese scolastiche, arrotondava portando in giro i visitatori.

 

Cosa non perdere nel quartiere di Asakusa

Asakusa mi è piaciuto talmente tanto che sono tornata due volte mentre soggiornavo a Tōkyō, una volta di giorno e un’altra di sera, e devo dire che entrambe le visite sono state suggestive a modo loro. Per chi ama la tradizione come me, il quartiere assicura un tuffo indietro nel tempo. Ma in realtà, basta girare un po’ lo sguardo ed ecco che compare all’orizzonte la Tōkyō Sky Tree, la megastruttura più recente della città, come un monito che vi ricorda: “ehi, sarete anche nel quartiere più tradizionale, ma questa è Tōkyō, e qui passato e futuro convivono a ogni angolo”.

Ecco allora che vi riporto una lista dei luoghi che ho visitato personalmente nel quartiere, ma non solo: aggiungo anche un’esperienza che purtroppo non sono riuscita a fare per motivi di tempo, ma che vi consiglio assolutamente.

 

Strada Nakamise-dori al Sensoji di Asakusa

La strada Nakamise-dōri, che conduce al tempio Sensōji di Asakusa. (Taidoh on Flickr)

 

Il Kaminarimon, la porta con la lanterna gigante

Kaminarimon 雷門 è la “Porta del tuono” che, imponente e d’impatto, accoglie i visitatori in tutta la sua maestosità. Celeberrima la sua lanterna gigante molto fotogenica: se andate a Tōkyō non potete tornare a casa senza aver scattato una foto sotto di essa, e io non sono stata da meno. Oltrepassata questa porta ci si trova direttamente in Nakamise-dōri 仲見世通り, il cuore pulsante del quartiere. Si tratta di una via di circa 200 m piena di negozietti che vendono oggetti di ogni sorta: bambole tradizionali kokeshi, crackers di riso senbei, accessori per kimono e molto altro. Insomma, se volete portarvi a casa qualche souvenir siete nel posto giusto. Io non ho resistito e ho comprato due graziose bamboline kokeshi per la mia famiglia. Fermatami a cena proprio in zona, ho anche avuto modo di assaggiare la soba fredda, una vera delizia!

 

Kaminarimon al Sensoji di Asakusa

Il Kaminarimon, la “Porta del tuono” del tempio Sensōji di Asakusa. (JahnmitJa on Flickr)

Il tempio Sensōji, il più antico di Tōkyō

Percorrendo Nakamise-dōri si arriva alla seconda porta, la “Porta della tesorieria” Hōzōmon 宝蔵門 che dà accesso al tempio Sensōji 浅草寺, completato nel 645 d.C. Pensate che, sia il nome del tempio, sia quello del quartiere si scrivono con gli stessi ideogrammi, anche se si leggono in modo diverso. Singolare, non credete?

Il Sensōji fa parte della corrente Tendai del Buddhismo ed è affiancato da una magnifica pagoda a 5 piani, risalente al 942 d.C. Purtroppo, entrambi gli edifici vennero ricostruiti più volte nel corso dei secoli, a causa di incendi e, più di recente, dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Quelli che vedete oggi sono delle minuziose repliche. Se vi capitaste di trovarvi qui di sera sono certa che rimarrete incantati nel vedere questo complesso illuminato. Ancora ricordo l’emozione che ho provato quel giorno: è stato un istante di puro stupore. Anche perché poi, giusto il tempo di scattare una foto, e le luci si sono spente di colpo.

La storia del tempio è molto intrigante, perché legata a una leggenda. Si narra infatti di una statua di Kannon, bodhisattva della compassione e della misericordia, pescata da due fratelli nel fiume Sumida. A ogni tentativo dei due uomini di rigettarla in acqua, questa inaspettatamente tornava nelle loro reti. Considerando il fatto un miracolo, fu deciso di erigere un tempio proprio a Kannon.

Poco distante, sulla destra del tempio, troviamo invece il santuario di Asakusa 浅草神社 conosciuto anche come Sanjasama 三社様, il “Santuario dei Tre Dei”. Perché questo nome? L’edificio è dedicato proprio ai due pescatori della leggenda, Hinokuma Hamanari e Takenari, e a un terzo uomo. Si tratta di un intellettuale di nome Hajino Nakatomo, colui che per primo riconobbe la statua per quello che era. Dunque, in onore del loro fortuito ritrovamento, queste tre figure sono celebrate al santuario.

Nei suoi pressi, come ho già anticipato, è possibile ammirare, però solo dall’esterno, anche la bellissima pagoda a cinque piani Gojū no Tō 五重塔. Ci sono poi diverse sale più piccole e incantevoli aree verdi, come il Denbōin Teien 伝法院庭園, il giardino privato dell’abate del tempio Sensōji. Una vera e propria oasi di pace aperta al pubblico solo una volta all’anno. Vederlo è davvero un’esperienza unica e rara.

Tempio Sensoji in Asakusa, Tōkyō

Il Tempio Sensō-ji in Asakusa, Tōkyō

 

La Tōkyō Sky Tree

Alta 634 metri, la Tōkyō Sky Tree 東京スカイツリー è diventata una popolare attrazione turistica. Ci vuole un po’ per abituarsi alla contrapposizione tra questa torre futuristica e il tradizionale quartiere di Asakusa, ma ormai fa parte a pieno titolo dello skyline della capitale.

Si tratta di uno degli edifici più alti al mondo e la sua stazza è veramente impressionante. Se soffrite di vertigini come me, beh, prendete un bel respiro: io ci ho messo quasi mezz’ora per convincermi a salire. E guardare continuamente in su per vedere quanto fosse alta non ha di certo aiutato! Vi consiglio comunque di fare uno sforzo, perché da lassù la vista su Tōkyō è commovente. Io sono salita in una limpida sera autunnale ed è stato fantastico. Perciò, forza e coraggio, Tōkyō vi ripagherà della vostra fatica.

Skyline di Tokyo con lo SkyTree

Skyline di Tōkyō con lo SkyTree

 

Noleggiare un kimono e ritrovarsi in epoca Edo

Se volete concludere in bellezza questo viaggio ad Asakusa, non c’è miglior modo che quello di provare un’esperienza che vi farà sentire un po’ “giapponesi”: il noleggio di un abito tradizionale. Infatti nel quartiere trovate moltissimi negozi in cui affittare kimono o semplici yukata (la loro versione estiva), dove verrete aiutati a indossarlo, con tanto di acconciatura perfetta. Il servizio è sia per le donne, sia per gli uomini, e il costo si aggira sui 5.600-5.900 yen (circa 43/46 euro). Questa è proprio l’esperienza di cui vi parlavo che non sono riuscita purtroppo a provare in prima persona. Quando ho visitato la zona c’erano davvero tantissime persone, giapponesi e non, vestite con abiti tradizionali. Sicuramente cercherò di non perdermelo la prossima volta che andrò a Tōkyō; non trovate che sia un modo veramente carino per vivere appieno questo quartiere?

 

Il festival di Asakusa: il Sanja Matsuri

Come chicca finale vi suggerisco di assistere a uno degli eventi più importanti di Tōkyō: il festival Sanja Matsuri ​​三社祭. Dura solo tre giorni (venerdì, sabato e domenica), di solito durante il terzo weekend di maggio, e si svolge in celebrazione delle tre figure fondatrici del tempio Sensōji. Pensate che questo festival attira oltre 1 milione e mezzo di persone e gli eventi presentati si svolgono per la maggior parte intorno al Sensōji e al santuario di Asakusa. In breve, assisterete a gruppi di fedeli che sfilano in abiti tradizionali portando in spalla i mikoshi, i santuari portatili dedicati alle divinità shintoiste. Si dice che questa tradizione sia di buon auspicio per le attività commerciali e i residenti della zona. Inoltre, per la durata dell’intera festa, Asakusa straborda di bancarelle di cibo e l’atmosfera che si respira è di grande ilarità e allegria.

Festival Sanja Matsuri di Asakusa

Il festival Sanja Matsuri per le strade di Asakusa. (Yoshikazu TAKADA on Flickr)

 

Spero di avervi fornito un buon punto di partenza per riuscire a comprendere meglio questa chimerica città che è Tōkyō, e soprattutto mi auguro veramente che andrete a visitare il quartiere di Asakusa. Mi raccomando, poi tornate qua e datemi il vostro parere. Sono molto curiosa, perché a me è piaciuto da matti e confido nel fatto che sorprenderà anche voi!

 

Fonti

Ukiyo-e. Hokusai, Hiroshige, Utamaro, F. Morena

Tokyo, Rough Guides, Feltrinelli

Storia del Giappone, R. Caroli e F. Gatti, Laterza, 2006, pg 114-119

Japan Guide

Japan. Endless Discovery

 

Revisione a cura di Silvia C.

Autore: <a href="https://hanabitemple.it/author/jessica-valli/" target="_self">Jess</a>

Autore: Jess

Innamorata fin da piccola degli anime giapponesi, ha scoperto di amare profondamente questo Paese durante gli anni dell'università. Divoratrice di libri, appassionata d'arte scrive per Hanabi di una delle sue più grandi passioni: il viaggio.

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